11 ott
Il Balletto di Spoleto: una suite di danze-teatro per il M° Menotti
Sabato 8 ottobre 2011 si è tenuto presso il Teatro San Nicolò in prima nazionale lo spettacolo del Balletto di Spoleto: 7 Coreografi per il nuovo Balletto di Spoleto; il tour di questo spettacolo continua a Roma il 13 e il 14 ottobre presso il Teatro Greco ( info 06/8607513; [email protected]). 7 i coreografi che hanno omaggiato il M° Menotti , li elenco in ordine alfabetico, così come si sono eseguiti, proponendo al pubblico una suite di danza-teatro ben compaginata e armonizzata, pur nelle distinte peculiarità di ogni quadro scenico, ove la musica dal vivo ( Marco Schiavoni), la danza ( Caterina Genta) e la video-performance hanno creato sinergie interattive: Luca Bruni ( In attesa); Max Campagnani ( L’Acre Azione);Luciano Cannito ( Sul reale); Caterina Genta ( Once upon a time);Renato Greco ( We love each other), Walter Matteini ( Senza titolo) e Dino Verga ( Io, Caterina). Schiavoni , alla chitarra classica ed elettrica e alle tastiere , e la Genta, nella teatralità di una danza flessuosa e psicologica, hanno saputo cogliere il quid proprio di ogni coreografo: l’introspezione a tu per tu con l’anima in Bruni; lo sperpero irrazionale dell’armonia interiore in Campagnani; il surrealismo incantato e mediterraneo di Cannito; il sogno di un amore sfumato in un “Valzer triste “ della Genta; il bisogno di relazionarsi in un duo in Greco; la cinetica spaziale e travolgente in Matteini; la santità ( Caterina Siena), la regalità ( Caterina d’Aragona e Caterina dei Medici) e l’ironia pop (Caterina Caselli) in Verga dedicate a Caterina Genta. Chissà se il M° Menotti , se fosse stato presente in sala, cosa avrebbe detto? Perché non scritturare questi giovani per il prossimo festival?Forse, di certo non possiamo saperlo. Però il Maestro era comunque presente nelle sue parole che sono state espresse verso la fine: “ Che cosa si deve offrire al pubblico d’oggi? Si deve offrire se stessi … Io sono una persona abbastanza semplice, molto espansiva, e così è la mia musica. Non posso fingere d’essere niente d’altro. (…)Io credo che, in fondo, quando uno parla d’originalità, credo che per essere originali bisogna essere se stessi.” Questo è lo spirito del Balletto di Spoleto e anche il suo agire.
20 set
SPOLETOFESTIVALART ENTRA NEL VIVO
Lo Spoletofestivalart entra nel vivo prima della staffetta finale che prevede 1500 artisti e 200 giornalisti accreditati e 150 espositori, con una triplice inaugurazione di mostre evento nella giornata di sabato 17 settembre.
Infatti alle ore 11,00 presso la sala espositiva dell’ospedale di Spoleto, in collaborazione con il CREELL e presieduto da Stefania Montori sarà inaugurata una mostra dell’artista internazionale William Tode sul tema della pacificazione nazionale.
I disegni sono degli inediti del maestro e sono stati eseguiti negli anni ’50 in un momento nel quale quei temi erano particolarmente sentiti.
Alle ore 17,00 presso la sala comunale Orafi di , verrà inaugurata una mostra sulla grafica del XX secolo con l’esposizione di opere inedite del maestro Renato Guttuso e di Tono Zancanaro.
In particolare verranno esposte delle opere sulla Resistenza del maestro Renato Guttuso in occasione del centenario della nascita che sarà celebrato il 2 gennaio del 2012, opere inedite e di un valore culturale eccezionale concesse in via esclusiva dalla fondazione Villa Parnaso di William Tode allo Spoletofestivalart 2011, opere facenti parte della famosa collezione “Gott mit uns” di cui in questa mostra verranno esposti alcuni esemplari, mentre una selezione più ampia sarà esposta al Chiostro di S. Nicolò dal 23 al 26 settembre nello spazio della Fondazione Villa Parnasio.
Alle ore 18,00 presso il centro culturale Poli d’arte il Prof. William Tode terrà una lezione pratica sulla grafica e sull’esecuzione delle tecniche grafiche portando esempi e parti di un torchio litografico parigino del 1800 nel quale hanno lavorato artisti quali Picasso, Modigliani, Severini, Mirò.
Soddisfazione per l’evoluzione dello Spoletofestivalart è stata espressa dal presidente Luca Filipponi: “Spoleto attraverso questa manifestazione è entrata a pieno titolo nel circuito dell’arte internazionale contemporanea con una data di grande importanza cioè dal 23 al 26 settembre, in quanto è la prima data disponibile per i grandi eventi culturali dopo le ferie estive, data nella quale in passato si facevano grandi Expo in città quali Firenze e Venezia. Quest’anno si è ampliato moltissimo il percorso internazionale del festival con particolare riferimento a una notevole presenza di artisti cinesi e sudamericani.”.
Nello Spoletofestivalart saranno esposte numerose opere inedite sul tema della Resistenza con prticolare riferimento ai disegni di Renato Guttuso ed oli su tela di Aldo Borgonzoni, Giacomo Manzù, Giovanni March, Augusto Murer, Tono Zancanaro e William Tode, per le quali alla conferenza di presentazione saranno dati tutti i dettagli.
10 set
SPOLETOFESTIVALART IN GRANDE CRESCITA
Il giorno 9 Settembre a Perugia alle ore presso la “Sala delle Partecipazioni” del Consiglio Regionale dell’Umbria a Palazzo Cesaroni, si svolgerà la conferenza di presentazione dello SpoletoFestivalart2011. Saranno presenti: L’Onorevole Prof. Gianni Turina, Presidente del Consiglio Comunale di Rieti, il M° Prof. Sandro Bini, Presidente del Premio SpoletoFestivalart, Prof. Alberto D’Atanasio, direttore tecnico dello SpoletoFestivalart, Prof. Marcello Bemporad, già dirigente generale del Presidente del Consiglio, Luca Filipponi, Presidente dello SpoletoFestivalart, Prof. Massimo Mantovani, Consigliere regionale dell’Umbria, Prof.ssa Laura Zampa, Consigliere Provinciale di Perugia.
Il giorno 10 alle ore 17.30 a Spoleto sarà presentata la prima mostra ufficiale del festival di William Tode presso l’ex museo Civico di via Duomo.
Nell’edizione 2011 lo SpoletoFestivalart si propone nello scenario dell’arte contemporanea internazionale come importantissima tappa di settore.
Significativi i numeri della seconda edizione: 150 espositori tra galleristi, associazioni culturali, fondazioni, istituzioni, accademie, studi artistici; 1500 artisti partecipanti; 18000 visitatori previsti nei quattro giorni principali della manifestazione che si svolgerà al chiostro di San Nicolò a Spoleto dal 23 al 26 Settembre.
L’ampliamento e la crescita della manifestazione sono evidente a tutti i livelli, a partire dalle attività che si svolgeranno che vanno dalla cultura alla poesia, dalla performance di arte contemporanea alla presentazione di libri, fino a concludere con le due nuove grandi novità di questa edizione, cioè un concerto di musica classica in anteprima internazionale e un’asta con tanto di diretta televisiva nella giornata finale.
Anche sul piano temporale il Festival è notevolmente cresciuto. Si partirà infatti con la mostra personale storico-antologica del grande artista internazionale William Tode, grande amico di Renato Guttuso e Pablo Picasso, nonché allievo principale del notissimo artista francese Giovanni Mark, che si svolgerà presso i locali dell’ex museo civico di Spoleto e del Teatrino delle Sei, con l’inaugurazione il 10 Settembre e conclusione il 30 Settembre. Il 17 Settembre alle ore 17 presso il centro culturale “Poli d’arte” si farà una vera e propria performance di grafica live con l’installazione di un torchio tipografico francese per litografie del XIX secolo, con il quale lo stesso William Tode effettuerà delle litografie a pietra, spiegando tutti i passaggi tecnici ed artistici. Nello stesso giorno saranno inaugurate altre due mostre collaterali di grafiche del XX secolo presso la sala “Ex orafi” di e la sala espositiva dell’Ospedale di Spoleto in collaborazione con l’associazione Creell presieduta dalla dott.ssa Stefania Montori.
Il giorno 23 Settembre ci sarà l’inaugurazione ufficiale dello SpoletoFestivalrt Expo 2011 alle ore 17,30 al Chiostro di San Nicolò con la presentazione del magazine SpoletoFestivalart e del catalogo generale, nonché degli artisti facenti parte del Premio SpoletoFestivalart Expo curato dal Professor Alberto D’Atanasio.
Non poteva mancare una giusta evidenziazione del Direttore artistico M° Sandro Trotti che esporrà con una sua personale presso i locali neo-ristrutturati del San Nicolò ( resti di epoca romana), in abbinamento con l’amico e corregionale M° Sante Monachesi, defunto da alcuni anni. Il rapporto tra i due è sicuramente di grande stimolo e sarà supportato da un video con interventi di critici ed esperti di didattica.
Mostra di grande richiamo sarà quella dell’artista mantovano William Tode che avrà estensioni con sculture in bronzo ed in marmo presso il complesso di San Nicolò, in particolare anche per il supporto che la Fondazione Villa Parnaso di Gonzaga (Mn) darà all’artista stesso e a tutta la manifestazione con la pubblicazione di un libro-catalogo con la storia dell’artista Tode.
La stessa fondazione per la particolare occasione del centenario della nascita di Guttuso esporrà dei disegni inediti dell’artista siciliano e una serie di tempere ed oli sulla Storia della Resistenza italiana, considerata tra le opere più significative ed importanti dell’artista. La fondazione Villa Parnaso esporrà opere Giacomo Manzù, Giovanni Mirò, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Salvador Dalì, Tono Zancanaro, Gianni Dova, Ottone Rosai, Primo Conti, Pablo Picasso ed altri.
Presso il Teatro San Nicolò sarà allestita una mostra installazione dell’artista contemporaneo emergente Paolo Da San Lorenzo.
Nella giornata del 24 ci saranno le presentazioni di volumi e notevoli attività in tutti gli stand, in particolare la presentazione del libro “Il gene dell’immortalità” del medico-filosofo-artista Valerio Giuffrè e la presentazione del catalogo generale del M° Enrico Di Sisto, Presidente di “Arte Angioina”.
Alle ore 21 sempre al complesso San Nicolò saranno premiati i partecipanti allo SpoletoFestivalart Letteratura, con il direttore artistico Angelo Sagnelli. La serata sarà presentata dal giornalista e presentatore di Rai Due Roberto Mattioli e prevede anche un concerto di musica classica della compositrice e musicista belga Marie Angel Thomas.
La giornata del 25 sarà conclusa con un’asta in diretta televisiva sui canali Sky dalle ore 21 alle 24, organizzata dal centro culturale “Arte Pan” di Terni in collaborazione con la casa d’aste “VipArt” di Ferrara.
10 set
La Storia della Fotografia Usa del ’900 in programmazione alla Galleria Poli d’Arte, addì sabato 27 agosto 2011 ore 17 e 30, ha toccato un periodo che va dagli albori fino ad oggi. E’ stata raccontata, con una fresca e coinvolgente vitalità alternativa alla più pesante Esposizione accademica, con un illustrativo ricorso alla proiezione su maxischermo di successioni di fotografie per tempo, correnti e autori. Ospitata dalla Gallerista Annamaria Polidori sulla cattedra la Dott.ssaRoberta Bernabei autrice dell’omonima pubblicazione (2011).
Se la Francia è la ‘Patria della macchina fotografica’, gli Usa sono il Paese che ha fornito il massimo sviluppo per la sua diffusione, sia dal punto di vista tecnico che artistico-divulgativo.
Basta ricordarne la Nascita americana con l’incontro tra Louis Jacques Mandé Daguerre [padre della macchina fotografica insieme a Joseph Niépce] e Samuel Finley Breese Morse (1791-1872) [padre del telegrafo e del linguaggio telegrafico].
Morse e Daguerre si incontrarono nello Studio parigino di Daguerre nel 1839 e scambiando le invenzioni, inconsapevolmente stavano creando quel connubio media-fotografia che caratterizzeranno gli sviluppi del modo di comunicazione degli anni subito successivi.
La Macchina fotografica dagherrotipia, fu importata nello stesso 1839 da Morse e da Francois Gourard i quali ripresero i Membri del Congresso e alcuni paesaggi dei Territori a confine con il Canada.
Successivamente Edward Anthony riprese le poderose cascate del Niagara.
Sono macchinari con limiti tecnici perchè necessitavano di lunghi tempi di esposizione. La fotografia dinamica ne risentiva, non avendo la possibilità di catturare le scene in movimento.
Mathew Brady (1822-1896) primo reporter di guerra. Ritrae la guerra civile Usa
Albert Bierstadt (1830-1902)uno dei maggiori pittori del Realismo Usa. Noto specialmente per i paesaggi, ritrae i più bei Parchi e riserve nazionali Usa. I parchi nazionali vengono chiamati Sanctuary… Già in quei tempi intraprende una collaborazione con un Reporter britannico.
Il Realista Thomas Eakins è uno dei primi pittori Usa che utilizzerà le foto per la pittura, creando un approccio alternativo al ‘Modello’. Si mostra lo scatto che ha costituito il modello, e in successione la foto del dipinto. Ci sono inoltre gli studi sul movimento per il Cinema, con le foto del saltatore immortalato in tutte le fasi cruciali dinamiche in uniche foto.
L’anno 1888 è un anno cruciale per la fotografia in Usa in quanto George Eastman inventa la pellicola di celluloide che verrà brevettata dalla Ditta Kodak. L’importanza è quella della democratizzazione della fotografia perchè la macchina fotografica diventa alla portata di tutti, sia per praticità che per costo.
Questo è anche il periodo in cui ricchi mecenati investono e finanziano per la diffusine della Cultura, e il campo della fotografia è uno dei maggiori ad essere coinvolto.
Eadweard Muybridge (1830–1904), uno dei primi ad intuire la possibilità dell’autoscatto, o autoritratto della Fotografia, in questo caso di gruppo (1891).
Jacob Ritz sarà il primo a ritrarre e dunque a denunciare le condizioni dell’Immigrazione, specialmente quella Italiana in Usa, a ritrarre la babele in quelle Città americane che si espandono demograficamente. Città in cui si aggiungono nuovi edifici contrastanti stilisticamente con i vecchi.
I nuovi edifici vengono ritratti con interesse, come la favolosa Stazione Medison che riproponeva le Terme di Diocleziano di Roma [ora non più esistente].
L’immigrazine fornisce una variabilità che aumenta la possibilità di scatti interessanti.
Senza contare i contatti col Mondo dell’insegnamento artistico con la fondazione di una Scuola d’Arte di nudo all’interno di una prestigiosa Accademia Usa ad opera del Muybridge.
Una foto del 1898 molto interessante è quella che ritrae la Metropolitana di superficie a NY, quella delle balie a passeggio, la scuola di Chirurgia, insomma un Paese che cresce freneticamente.
La successiva evoluzione è quella della pubblicazione delle fotografie nei periodici a sostituire i
disegnatori delle riviste. Una foto ritrae appunto i disegnatori all’interno dei loro spazi della redazione.
Alfred Stieglitz (1864–1946) Fotografo statunitense di origini tedesche, che per primo ha intuito lo sviluppo della fotografia sganciandola dalla classica forma documentarista e convenzionale.
Ha inventato la fotografia artistica e di ricerca attraverso l’ausilio delle Avanguardie visuali.
Per Stieglitz la fotografia ha il compito di emulare la resa visiva della pittura. Nella V Strada di New York, nell’anno 1905, allestisce un’esposizione permanente che chiama “Gallery 291″ con lo scopo di avere un punto di riferimento per le Avanguardie.
Vengono mostrati i suoi scatti più importanti:
i riflessi delle luci di una tapparella – gli studi sui riflessi nelle pozzanghere d’acqua – la nuova e la vecchia NY con i panni stesi dei sobborghi – le nuvole – le mani – un’anziana signora che mostra la sua bellissima foto ritratta da giovane.
Steichen è uno dei maggiori artisti del Pittoriaismo US, la corrente artistica che utilizza in contemporanea sia la Pittura che la Fotografia. Egli è anche il primo fotografo a collaborare con le neonate riviste Vogue e Vanity Fair. Altri esponenti sono Whistler, Post e Gloria Swanson.
Hopper è uno dei primi artisti a spiare il privato con la fotografia, ritraendo le persone dalle finestre della prorpia abitazione.
Alcuni artisti si oppongono al Pittorialismo formando la corrente della ‘Straight Photograpy’ il cui esponente di punta è lo stesso Stieglitz e a cui aderisce Weston (compagno della Fotografa italiana Modotti).
Wickes e Strand propongono una Decontestualizzazione della Fotografia scattando in maniera da confondere l’ossevatore dall’individuazione del soggetto ritratto.
Ashton fa pericolosi tentativi di ritrarre i soggetti dall’alto degli edifici e dei grattacieli.
Coburn è un’altro importantissimo Fotografo Usa.
Man Ray che oltre alle proprie grandi capacità fotografiche, introdue il Dadaismo in Usa.
Sheeler che aderisce al Precisionismo.
Ansel Adam ricerca una Fotografia della natura e dei paesaggi utilizzando anche la Fotografia aerea.
Poi ancora Joseph Day…
Evans che documenta la povertà negli Usa 270mila scatti.
Ben Shahn documenta la crisi del’33 in Usa.
e Grant Wood.
Sinclair primo fotogiornalista.
Lange Dorothea insieme a Margarete Bourke White saranno le prime fotogiornaliste Usa per la Rivista Life (1936).
Poi una successione di scati dei bravissimi Fotografi:
Gordon Parks – Robert Frank – Oldenburg – Porter -
La Fotografia di Andy Warlhole che utilizza insieme serialismo e pittura.
Le fotografie di Darbust – B.Boston – M.Heizer – Clark
Per finire il Costruttivismo e la Fotografia di Lachapelle.
Un viaggio nella fotografia davvero interessante, che lascia la curiosità di ampliare e approfondire un settore in grande ripresa grazie alle nuove tecnologie digitali, informatica e internet.
Articolo di Jacopo Feliciani, tratto NotitiAE Sed etiam non
8 set
MOSTRA PERSONALE DI MARIO PALMA: PETRA – LA GENESI DEL COLORE
Dal venti di agosto fino all’undici settembre 2011 il Centro Culturale Poli d’Arte ospita la mostra personale di Mario Palma , noto artista della Galleria Trifalco di Roma, il quale presenta una mostra dedicata a Petra. I colori, smaltati e vividi, creano ritmi e increspature in rocce sacrali , che accrescono il loro intenso potere evocativo in un astrattismo , capace di cogliere le peculiarità cromatiche di Petra. Un Oriente fascinoso e così atemporale da esprimere anche gli stessi moti dell’anima nella cinetica, quasi magmatica, che anima le opere di Mario Palma, artista raffinato e aperto al nuovo, ricercatore di inediti linguaggi fin dagli anni ’70 del Novecento. Erede della colta tradizione artistica napoletana, Palma si apre al linguaggio astratto astraendo dalla figurazione le costanti simboliche dei movimenti interiori della terra. L’olio, steso con pulizia e tecnica , lascia trapelare una complessa maestria nel dosaggio di colori ora realistici come le cromie del rosa e del marrone, predominanti nel paesaggio di Petra, ora creati come i gli aranci solari, i neri fascinosi e velati e gli azzurri lievi e spiritualizzati. Palma raffigura dei canyon in costante evoluzione che rivelano sfumature e profondità inaspettate, latrici di messaggi arcaici che le anime secernono nell’arco temporale delle vicende umane. Di era in era l’uomo lascia delle tracce che vengono assorbite dalla pietra, solo apparentemente immobile, e lasciate ai destini di essa: polverizzarsi o incidere la superficie erosa? La singola pietra non sa e non sa il successivo ciclo. Mille grani di sabbia creano una pietra, e mille pietre una montagna e poi la montagna si dissolverà in deserti : e poi un altro ciclo ancora e ancora un altro ciclo fin quando l’universo vivrà del proprio respiro. Il tutto nel travaglio segreto di parto, noto solo a sostanze animate e soprattutto alle anime degli uomini. Questa è la Petra di Mario Palma.
Sandro Costanzi
10 ago
Il Balletto di Spoleto: la multimedialità del corpo
Marco Schiavoni, musicista eclettico con importanti collaborazioni alle spalle, e Caterina Genta, una delle coreografe italiane più note e importanti che ha lavorato anche con Jean Cebron e danzatori storici del Wupperrtaler Tanztheater di Pina Bausch, sono i responsabili de Il Balletto di Spoleto, che , nato a Roma nei primi anni ’90 dello scorso secolo, ha svolto un’intensa attività fino al 2.000, per poi conoscere una nuova primavera agli inizi del 2011. Il Balletto di Spoleto ha realizzato due importanti spettacoli per l’edizione 2011 di Sogno d’Estate 2011. Il primo si è tenuto sabato 6 agosto presso l’Albornoz Palace Hotel ; un appuntamento che prevedeva un doppio evento: la realizzazione di Gaia e di Natural born on stage. Due produzioni artistiche in cui la danza diventa teatro per parlare un linguaggio multimediale, ricco di profondi valori simbolici, che sono l’uso improprio della comunicazione umana, il quale rende la società un pollaio risuonante di gorgheggi fini a se stessi e disordinatamente caotico, il valore del silenzio e la sacralità della musica, la testimonianza della parola scritta. Domenica 7 invece , presso il Teatro San Nicolò, si è svolto il Bolero del Drago Rosso: musiche e video-proiezioni curate da Marco Schiavoni , danza-teatro Caterina Genta. L’incontro sinergico di due grandi leoni solitari ha creato sulla scena un happening pieno di ritmo e di suspense. Schiavoni ha proposto un viaggio sonoro che, partito dalla suggestiva arpa cinese e culminato nella chitarra elettrica, lo ha visto improvvisare sapientemente e far vibrare anche delle comuni bottiglie di vetro. La Genta rivelava il proprio corpo nella videoinstallazione di Marco Schiavoni, sospesa tra varchi di ombre, di luce e di colori. Un itinerario che dalla semplice purezza della natura giungeva fino alle complicazioni frenetiche della società di oggi. Prossimo appuntamento con il Balletto di Spoleto è l’8 ottobre 2011: i coreografi Max Campagnani, Luca Bruni, Luciano Cannito, Caterina Genta, Renato Greco, Walter Matteini e Dino Verga omaggeranno il M° GianCarlo Menotti.
Sandro Costanzi
26 lug
Cesare Cassone: L’energia del colore
La personale dell’artista barese Cesare Cassone che ospita il Centro Culturale Poli d’Arte fino al 31 luglio 2011 si chiama “ L’energia del colore” . Il titolo della mostra non è affatto casuale, in quanto l’intenso cromatismo di Cassone, che rivive nella calda nettezza dei gialli e dei rossi, nella luce pura del bianco e nella freschezza luminosa degli azzurri, diviene l’anima cinetica delle opere, sospese tra un espressionismo , capace di osare nei contrasti cromatici, e un impressionismo carico di mistero. E’ il colore il motore della forma che si rivela dai movimenti stessi degli elementi che vanno ad interagire sulla tela. Quella di Cesare Cassone appare come una pittura di semplice realizzazione , ma non lo è affatto: preservare la purezza cromatica, armonizzare il movimento, la capacità di costruire un’opera al primo impatto nella felicità di un gesto creativo che nasce già organizzato” in mente pictoris “, o ” dei “- se si considera la solarità che le sue opere sprigionano. Tutti elementi , quelli sopra indicati, che si coniugano con uno sperimentalismo il quale crea evoluzioni e stratificazioni e che fa del colore la materia stessa della tela.
Cassone dipinge i simboli dell’energia, o meglio della sinergia. Sinergie ora propulsive come i moti dei pianeti o lo svolgersi della vita interiore e secreta di simbolici alberi della vita, e sinergie ora drammatiche come dimostra l’omonima tela dedicata alla mattanza. I tonni creano un ritmo ondulato mentre sulle acque scure aleggia il rosso del sangue. E’ la medaglia della vita con la sua doppia facciata: su una vi è inciso il sacrificio e su l’altra, invece, vi è scolpita la rinascita. Saranno comunque fiori atomici a sbocciare tra mille voli leggiadri in un cielo puramente … azzurro.
Sandro Costanzi
18 lug
Un incontro veramente pregno di intensità diracconto di vita e di storia è stato quello con il Prof. Marcello Bemporad,ben noto ai più, per le varie impegnative funzioni ricoperte, al Consiglio dei Ministri di Bruxelles e come manager della RAI,ed altre ancora,ma perchè, questo testo ,un concentrato appassionato della vita della sua famiglia di origine ebrea e dell’Italia degli ultimi 200 anni, ha superato le nostre aspettative , non solo per il forte impatto emotivo che la saga della sua famiglia di origine ebrea ci ha fatto provare,ma anche per lo stile elegante della scrittura, per il gusto di riassaporare i valori e le abitudini di un’epoca appena trascorsa che l’autore magistralmente ,descrive.. Pagine commoventi, tragiche si alternano con episodi di vita vissuta, calzanti e rappresentativi di come una ” grande guerra” possa mutare rapidamente e radicalmente gli usi e costumi della comunità su cui si abbatte. Insieme alla giornalista della “Nazione” sig.a Mazzoni abbiamo avuto il piacere di sentire dalla viva voce dell’ autore aneddoti e ricordi dolci e tristi ma anche notazioni di colore amene .Un piacevolissimo pomeriggio trascorso al Centro Culturale Polid’Arte di Spoleto, insieme ad un pubblico attento e riflessivo Grazie Marcello
3 lug
VIAGGIARE CON MASSIMO POPOLIZIO E JAVIER GIROTTO NE “ LE CITTÀ INVISIBILI” DI ITALO CALVINO
Italo Calvino è sicuramente uno degli scrittori contemporanei che sanno leggere la realtà sociale e culturale con particolari occhiali, composti da due lenti diversificate e per questo latrici di una visione unificante: la prima lente è la percezione realistica della crisi, mentre la seconda lente è la ricerca della lievità in mondi surreali e inaspettati. Massimo Polpolizio , nella totale semplicità scenografica, ha donato ai fruitori dello spettacolo , che si è tenuto al Teatro Romano giovedì 30 giugno 2011, una magia alchemica con l’eclettico saxofonista ( sax soprano e baritono) Javier Girotto. Un duo di artisti carismatici e capaci di evocare i sogni e i viaggi di Marco Polo a colloquio con l’imperatore Kan, un tour nell’Oriente fantastico e lussureggiante di utopie nei pensieri di due barboni senza tetto , ma poetici e decisi ha trovare un ‘ alternativa ed un senso alla miseria che avvolge le loro esistenze quotidiane. “ Chi comanda il racconto- scrive Calvino – non è la voce, è l’orecchio”: la prestazione dei due artisti ha realizzato in pieno il principio dello scrittore, suscitando il vivo interesse della platea.
Nel gesto teatrale di Popolizio che crea identità abitate e personali nelle sfumature vocali e in movimenti accennati, nelle variegate suggestioni musicalo di Javier Girotto, la parola diventa quel verbo a cui lo stesso Calvino affida l’essenziale finalità di “ cercare e saper chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare , e dargli spazio”.
3 lug
MI CHIEDETE DI PARLARE:
MONICA GUERRITORE DÀ VOCE A ORIANA FALLACI
Il 54° Festival dei Due Mondi , in collaborazione con la Fondazione Corriere della sera, ricorda Oriana Fallaci, appassionata giornalista , interprete del XX secolo e profetessa del XXI secolo con un doppio appuntamento . Il primo è un convegno che si terrà presso il Teatro San Nicolò il 2 di luglio 2011: ORIANA FALLACI: TEATRO, CINEMA E FICTION LA RACCONTANO. Intervengono Ferruccio de Bortoli ( direttore del Corriere della sera), Fabrizio Del Noce ( Direttore di RAI Fiction), Domenico Procacci ( produttore Fandango); Sandro Pretaglia ( Sceneggiatore); Alessandro Cannavò ( giornalista del Corriere della sera); Rosaria Carpinelli ( consulente editoriale delle opere di Oriana Fallaci ); Edoardo Perazzi ( nipote della scrittrice); Giovanni Minoli ( direttore RAI per i 150 anni dell’unità d’Italia), la giornalista Lucia Annunziata e l’attrice Monica Guerritore ; moderatrice dell’ incontro è Emilia Costantini. Il convegno è il fulcro dell’altro grande evento , che è lo spettacolo della Guerritore ( Teatro San Nicolò : 1/2/3 luglio h 19,00), che con la “ Rabbia e l’orgoglio”, metterà in scena il solitario silenzio urlato di un’intellettuale coraggiosa e libera. “ Non guardatemi morire” , è il desiderio interiore di una leonessa che sola ha portato la responsabilità delle proprie idee: sola ha combattuto e sola vuole lasciare la savana selvaggia di questo mondo. Conclude la Guerritore: « “Una donna non muore se da un’altra parte , un’altra donna , riprende il suo respiro” dice Helene Cixous . Voglio riprendere il suon respiro. Per capire».